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Si è concluso
ParkLife

Si è concluso park life,
primo salone dei parchi e del vivere
naturale,
luogo di incontro delle qualità italiane.
Mete suggestive d’Italia e del mediterraneo,
degustazioni di prodotti tipici,
artigianato e antichi mestieri, incontri
internazionali,
mostre e allestimenti multisensoriali
Il confronto tra le migliori esperienze di
gestione del territorio, di turismo sostenibile e tutela della biodiversità;
i saperi e i sapori delle tipicità locali; la forza delle tradizioni
culturali e delle identità italiane; il dibattito tra realtà e
sperimentazioni attive in tutto il Mediterraneo: questo è stato
Park Life, Salone dei parchi e del vivere naturale, che domenica 29
maggio ha concluso la sua prima edizione.
La fiera, che tra operatori di settore, scolaresche
e cittadini ha richiamato circa 30 mila persone, ha visto la partecipazione
di oltre 250 espositori che si sono presentati al pubblico con esposizioni
di grande qualità, materiale informativo e presentazioni multimediali,
produzioni artigianali e alimentari tipiche, rievocazioni suggestive
e un’accoglienza molto calorosa.
Ha attirato grandi e piccoli, in particolare,
la mostra promossa dal Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della
Laga sulla civiltà della transumanza, la tradizione secolare
dei pastori itineranti, ricreata attraverso la presenza di utensili,
arredi e costumi antichi, di cardatori che hanno mostrato la tradizionale
lavorazione della lana, senza dimenticare pecore e cani pastore. Hanno
trovato posto a Park Life anche arnie per mostrare l’incredibile
lavorio delle api, antichi telai e un tornio per vasi, agiti da mani
sapienti. Molto suggestiva anche “Evoca. La natura dei
sensi, i sensi della natura”, un’installazione che ha trasformato
un intero padiglione, quello della CCIAA di Roma, nel Luogo dell’Esperienza,
coinvolgendo il visitatore in un percorso interattivo alla scoperta
della natura: fiori che si aprono, il rumore della pioggia, la luce
di un tramonto, il suono di un volo di farfalla, il profumo del bosco...
E poi Mario Tozzi, autore e conduttore di “Gaia - un pianeta che
vive”, ospite dello stand di Snam Rete Gas, ha incontrato il pubblico
della fiera per parlare di energia e di ambiente, di un rapporto rispettoso
dei delicati equilibri naturali che si può e si deve instaurare
tra consumo energetico e aree protette.
Ricco, inoltre, di ospiti ed eventi il programma
della manifestazione. A partire dalla giornata di apertura, giovedì 26,
che ha visto la partecipazione all’inaugurazione della
Fiera del
Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, Altero
Matteoli,
dell’Assessore all’ambiente della Regione Lazio, Angelo
Bonelli, e dell’Assessore alle politiche dell’agricoltura
e dell’ambiente della Provincia di Roma, Loredana
De Petris. A
seguire il convegno di apertura “Genius loci:
territori, identità e
qualità per progettare il futuro”, alla presenza tra gli
altri di Aldo Cosentino, direttore generale della Direzione Protezione
Natura del Ministero dell’Ambiente, Ermete
Realacci, deputato
della Margherita, Roberto Della Seta, presidente di Legambiente, Matteo
Fusilli, presidente di Federparchi, Domenico De
Masi, ordinario di Sociologia
del Lavoro dell’Università La Sapienza di Roma, Franco
Pasquali, segretario generale di Coldiretti, Riccardo
Della Valle, responsabile
Corporate Social Responsibility di Unicredit, Raffaella
Alibrandi, amministratore
delegato Fiera di Roma, Lucio Marcotullio, amministratore delegato di
Brioni Roman Style, coordinati da Dario Baruffa, giornalista Rai. Un
momento importante di riflessione sull’impegno dei parchi e di
molte realtà sociali e istituzionali, nel mantenere vivo un progetto
sulle qualità territoriali italiane, in grado di trasmettere
l’identità e lo spirito dei luoghi e di tenere insieme
la dimensione del locale e del globale, della memoria e del futuro,
della tradizione e dell’innovazione.
Altro appuntamento che ha suscitato grande
interesse è stato l’incontro di venerdì 27, “Le
agriculture di Pomona: dove il locale coltiva
il globale”, dedicato
al nostro ricco patrimonio agroalimentare tradizionale e tipico, parte
rilevante della diversità biologica, paesistica e culturale di
una nazione. La rinascita della dimensione culturale e territoriale
dell’agricoltura è una grande occasione per l’Italia,
percepita sempre più anche a livello internazionale come produttrice
di qualità agroalimentare. E tanto più per i Paesi in
via di sviluppo, che possono così affrancarsi da un’agricoltura
intensiva e distruttiva, per difendere la propria sovranità alimentare
e identità culturale. Nell’ambito del dibattito, poi, è stato
presentato “Pesticidi nel piatto 2005”, il dossier prodotto
nell’ambito del progetto Salute&Gusto del Movimento Difesa
del Cittadino in collaborazione con Legambiente.
Rilevanti anche i dati emersi dalla ricerca “L’agricoltura
nella rete ecologica nazionale”, realizzata dall’Istituto
nazionale di economia agraria in collaborazione con Legambiente e Federparchi,
per conto del Ministero dell’Ambiente, e presentata a Park Life:
sono oltre 230.000, pari al 9% del totale nazionale, le
aziende agricole presenti all’interno dei parchi nazionali. Risultati che attestano
un ruolo di primo piano dell’agricoltura praticata nelle aree
protette nazionali nell’ambito dell’agricoltura italiana.
La ricchezza del patrimonio eno-gastronomico prodotto nei parchi è confermata
poi dai prodotti tipici censiti dalla ricerca: ben
554, di cui il 30% sono prodotti con denominazioni, 66 sono Dop e Igp
e 15 sono in attesa di riconoscimento. Dallo studio dell’impatto delle produzioni
tipiche sugli ecosistemi delle aree protette, si evidenziano inoltre
effetti positivi sul mantenimento del paesaggio, sulla conservazione
e il recupero della biodiversità e degli habitat.
Numeri interessanti anche quelli che riguardano
il turismo delle aree protette, di cui si è parlato nel convegno “Il
viaggio degli Argonauti: andare fuori rotta
per scoprire nuove mete.”:
un fenomeno che coinvolge circa 118milioni di turisti
nei 463 comuni dei parchi nazionali, per un giro di affari di circa
5,5 miliardi di euro (oltre il 7% del totale della spesa turistica italiana) creando
oltre 104mila posti di lavoro. L’escursionista poi è la
novità dell’eco-turismo fotografato da Parktime 2004: il
cosiddetto turista “da voliera”, che genera flussi di giornata,
muovendosi vicino e cercando di spendere poco, ma frequentando il territorio
assiduamente e con curiosità. Un fattore da non sottovalutare,
visto che costituisce il 45,8% del turismo in area protetta, in grado
di attivare 1,4 miliardi di spesa solo nel territorio dei parchi nazionali.
Ma gli incontri realizzati all’interno di Park Life hanno avuto
anche la capacità di attivare nuova progettualità e nuovi
modi di fare sistema, aprendo il dibattito e il confronto sul mondo
dei parchi a tutta la realtà europea e mediterranea. E’ il
caso della presentazione della banca mondiale delle
conoscenze tradizionali e del loro uso innovativo
promossa dall’UNESCO: un programma mondiale,
affidato al centro studi IPOGEA e illustrato in conferenza stampa in
collaborazione con Federparchi, Legambiente, Compagnia dei Parchi e
Symbola, che punta a mantenere vive quelle pratiche antiche che hanno
permesso nei secoli di costruire architetture urbane, paesaggi rurali
e aree naturali di grande pregio, parte di un patrimonio universale
da salvaguardare. Conoscenze tradizionali e tecniche locali capaci di
un uso delle risorse naturali, rispettoso e innovativo allo stesso tempo,
creando armonia tra architettura e ambiente, tra organizzazione dello
spazio, funzionalità e bellezza. A Park Life 2006 la presentazione
dei risultati del progetto, in un confronto tra pratiche tradizionali
e tecniche innovative da esse derivate.
Appuntamenti decisivi anche il Forum delle
aree protette del Mediterraneo e l’incontro “Dalle
esperienze locali una strategia per il Mediterraneo
occidentale. Il contributo dell’Arco Latino: la rete delle Province, delle Diputaciones e
dei Conseils Génerals”: momenti di discussione che hanno
visto la presenza di soggetti istituzionali e associativi provenienti
dalla Francia, dalla Spagna, dalla Corsica, dall’Algeria e dalla
Grecia e che hanno dato vita a nuove preziose reti di collaborazione
aperte a tutto il Mediterraneo.
Un buon punto di partenza, insomma, su cui
lavorare per il prossimo anno: appuntamento quindi a Park Life 2006.
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